ETICHETTA ALIMENTARE (questa sconosciuta…).

IL MONDO DELL’ETICHETTA ALIMENTARE

Diciamo la verità, chi tra noi quando va a fare la spesa, si sofferma a leggere l’ etichetta alimentare dei prodotti che inserisce nel carrello? Pochi.

Se poi come me avete i figli al seguito, il tempo per fare la spesa si riduce notevolmente….  🙂

Io stessa, se non me lo avessero insegnato durante un percorso di rieducazione alimentare quando pesavo 105 chili (la foto in home page l’avete vista, vero?), non avrei iniziato a farci caso. E a dirla tutta inizialmente è proprio un lavoro; perchè se vuoi creare una lista della spesa salutare per modificare lo stile di vita, la prima volta ci devi passare una giornata intera al supermercato.

Ma noi donne e mamme siamo stoiche! Pertanto prendete carta e penna, segnate quello che sono i prodotti che acquistate abitualmente e alla prossima spesa andate a verificare cosa tenere e cosa buttare giù dal carrello.

I benefici  sono notevoli, sia in termini di qualità e quindi di gusto, di energia del nostro organismo e anche di salvaguardia dell’ambiente che, anche come messaggio da passare ai nostri pargoli, non è affatto male.

Di base occorre scegliere prodotti la cui etichetta sia breve, più ingredienti contiene e più conservanti e additivi avrà.

Inoltre scegliere cibi freschi e non preconfezionati, di stagione e a chilometri zero è un altro fattore importante in termini di qualità, di nutrienti e di impatto ambientale vicino allo zero.

Oltre che ad un risparmio economico.

 

etichetta alimentare (questa sconosciuta)
Esempio di etichetta alimentare

 

DEFINIZIONE DI ETICHETTA ALIMENTARE

 

Per legge, l’etichetta alimentare è definita come “l’insieme delle menzioni, delle indicazioni e dei marchi di fabbrica o di commercio, delle immagini o dei simboli che si riferiscono ad un prodotto alimentare e che figura direttamente sull’imballaggio o sulla confezione o su una etichetta appostavi o sui documenti di trasporto“.

Il requisito principale dell’etichetta alimentare è quello di INFORMARE il consumatore sulle reali caratteristiche del prodotto, al fine di orientarne al meglio la scelta commerciale.

Ciò prevede, quantomeno, una totale chiarezza e il divieto verso qualunque tipo di illusione qualitativa e nutrizionale.

I requisiti da garantire tramite l’etichetta alimentare sono:

  • Chiarezza
  • Leggibilità (tipografia e dimensioni) e Facilità di lettura (grafica)
  • Indelebilità

Secondo questi criteri, il produttore è tenuto a citare con attenzione soprattutto le seguenti specifiche:

  • Marca
  • Denominazione
  • Peso sgocciolato (privo delle porzioni non eduli come, ad esempio, il liquido di governo)
  • Quantità netta (priva di tara)

Le stesse etichette per tutti gli alimenti? Oppure no?

Il 25 ottobre 2011, il Parlamento Europeo e il Consiglio dei Ministri hanno adottato il Reg. UE 1169/2011, con il quale vengono abrogate le direttive 2000/13/CE e 90/496/CE, proponendo alcune variazioni al fine di appianare le divergenze presenti tra i vari paesi membri.
Tali discrepanze (logica conseguenza di specifici interessi industriali, agricoli ecc.) interferivano col libero scambio delle merci, poiché regolamentato da: tracciabilità in condizioni di emergenza sanitaria e tutela della salute dei consumatori.

Tale Regolamento, pubblicato in GUE il 22.11.2011, è diventato operativo dal 13 dicembre 2014 (eccetto l’obbligatorietà della dichiarazione nutrizionale che avverrà dal dicembre 2016) e interessa ESCLUSIVAMENTE i prodotti pre-confezionati o pre-imballati; nel caso in cui il prodotto venga proposto senza confezione o venga pre-imballato sul punto vendita, le indicazioni da apporre obbligatoriamente sono a discrezione dello Stato membro (art. 44).

Il campo di applicazione delle etichette è rappresentato dai prodotti alimentari stessi, che possono essere venduti nelle seguenti forme:

  • Sfusi: senza alcuna confezione (frutta, ortaggi, gastronomia ecc.); le indicazioni vanno affisse sul recipiente di vendita: denominazione, elenco ingredienti, eventuali allergeni e, se previste, data di scadenza e modalità di conservazione
  • Preincartati: confezionati sul luogo di vendita al momento o poco prima dell’acquisto (pane, carne fresca, formaggi, salumi ecc.). Devono presentare obbligatoriamente qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico che provochi allergie o intolleranze ancora presente nel prodotto.
  • Preconfezionati: venduti in confezioni già applicate dal produttore e in cui l’alimento rimane fino al momento del consumo senza subire alterazioni. Sono quelli più diffusi e anche i più soggetti a restrizioni normative.

 

STRUTTURA DELL’ETICHETTA ALIMENTARE DEI PRODOTTI PRECONFEZIONATI

L’etichetta alimentare completa di un prodotto preconfezionato deve citare obbligatoriamente (art. 3 D.lgs 109/92):

  • Denominazione di vendita
  • Elenco degli ingredienti
  • Termine minimo di conservazione o data di scadenza
  • Nome, ragione sociale o marchio depositato, e la sede del fabbricante o del confezionatore o di un venditore residente nella UE
  • Sede dello stabilimento
  • Quantità netta o quantità nominale di produzione o confezionamento
  • Titolo alcolometrico volumico effettivo per le bevande aventi un contenuto alcolico >1,2%
  • Lotto di appartenenza
  • Modalità di conservazione ed eventualmente utilizzo
  • Quantità di taluni ingredienti o categorie di ingredienti oppure se ne è presente uno caratterizzante.

Inoltre, secondo l’art. 9 del Reg. UE 1169/2011, devono essere riportati obbligatoriamente anche:

  • Qualsiasi ingrediente o coadiuvante tecnologico ancora presente nel prodotto (come nei preincartati) che provochi allergie o intolleranze
  • Paese di origine e luogo di provenienza
  • La dichiarazione nutrizionale, che deve riportare le seguenti diciture:
    • il valore energetico;
    • la quantità di determinati nutrienti che rientrano nella composizione, i lipidi, i grassi saturi, nonché una dicitura specifica per zucchero e sale.

 

ETICHETTA ALIMENTARE RICCA DI INDICAZIONI  E’ SINONIMO DI QUALITÀ DEL PRODOTTO

Tante più indicazioni sono presenti sull’etichetta e tanto migliore sarà il giudizio alimentare su quel determinato prodotto.
Generalmente, un prodotto di qualità viene valorizzato elencando le sue proprietà nutrizionali e pubblicizzando la natura e l’origine dei suoi ingredienti.
Per esempio la dicitura “olio extra vergine di oliva di prima spremitura ” anziché “olio di oliva” valorizza il prodotto, perché specifica una caratteristica ben precisa di un suo ingrediente.
Il produttore è obbligato, per legge, a rispettare la veridicità delle informazioni riportate in etichetta, per cui il termine “extravergine di prima spremitura” dev’essere per forza di cose veritiero.
La descrizione del metodo di produzione, certificazioni di qualità, ricette e numero verde di assistenza clienti contribuiscono ad elevare ulteriormente la qualità del prodotto.

GLI INGREDIENTI SONO INDICATI PER ORDINE DECRESCENTE DI QUANTITÀ

L’ordine con cui gli ingredienti appaiono in etichetta non è casuale, ma è regolato per legge. In particolare i vari componenti devono comparire in ordine decrescente di quantità.

Significa che il primo ingrediente dell’elenco è più abbondante del secondo, che a sua volta è più abbondante del terzo e così via.

Pertanto, controllando l’ordine degli ingredienti di due prodotti simili possiamo farci un’idea su quale dei due sia qualitativamente migliore.

Se per esempio nell’etichetta alimentare di due biscotti l’ordine di olio extra vergine di oliva e margarina è invertito è meglio scegliere quel prodotto in cui l’olio extra vergine di oliva compare per primo.

ATTENZIONE:

Poiché gli ingredienti appaiono in ordine di quantità, alcune etichette alimentari possono trarre in inganno il consumatore. Se per esempio vengono utilizzati due tipi diversi di grassi (margarina e strutto), questi compaiono in etichetta come due ingredienti distinti.

In realtà appartengono entrambi alla categoria dei grassi e nel loro insieme possono rappresentare un quantitativo superiore (ad es. 25 + 25 = 50%) a quello impiegato per la produzione di un secondo prodotto in cui il termine strutto compare prima tra gli ingredienti (40%) ma che non viene associato ad altri grassi.

In questo caso il contenuto lipidico del secondo prodotto è inferiore.

CONTROLLARE IL PESO NETTO/SGOCCIOLATO DELL’ALIMENTO

Accade spesso che il consumatore sia tratto in inganno dalle dimensioni delle confezioni.
Prendiamo per esempio due tavolette di cioccolato delle stesse dimensioni. La prima costa 1 euro ed è spessa 1 cm (100 grammi), mentre la seconda costa 0,90 € ed è spessa 0,6 cm (60 grammi).

Se il consumatore sceglie il cioccolato in base alla dimensione della confezione sarà portato ad acquistare il secondo prodotto, ignaro della differenza di peso dei due alimenti.

 

NON FARE TROPPO AFFIDAMENTO ALL’IMMAGINE RIPORTATA IN CONFEZIONE.

Come riportato (anche se con il vecchio trucco dei caratteri minuscoli) sull’etichetta alimentare, l’immagine illustrativa sulla confezione ha il solo scopo di richiamare l’attenzione del consumatore e non è necessariamente legata all’aspetto reale del prodotto.

Allo stesso tempo è bene verificare l’integrità della confezione accertandosi che non presenti segni di danno o rigonfiamenti.

ATTENZIONE: non fidatevi della scritta promozionale “senza zucchero” ma leggete attentamente le etichette. Se tra gli ingredienti compare una delle seguenti diciture “sciroppo di glucosio” “sciroppo di fruttosio” “maltosio” “amido di mais” “sciroppo di cereali” l’alimento contiene indirettamente dello zucchero.

Queste sostanze infatti hanno un alto indice glicemico che le rende del tutto simili al saccarosio.

 

 

Claims su nutrizione e salute

 

Il claim non è altro che una dichiarazione volontaria, (o la scritta che compare con la dicitura “a basso contenuto di sodio”, “senza grassi”…) che attribuisce a ogni prodotto alimentare una determinata proprietà nutrizionale o di tipo salutistico.

Quando parliamo di claim nutrizionali ci riferiamo ad esempio a diciture come “senza zuccheri” o “con pochi grassi” e sono tutte regolate dalla normativa CE n. 1924/06 mentre quelle di origine salutistiche sono regolate dagli Health Claims e sono quelli che suggeriscono un legame positivo tra il consumo di un alimento e la salute.

L’EFSA, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, insieme alla Commissione Europea e in accordo con le rappresentanze degli stati membri valutano caso per caso i claims indicati sui prodotti.

E’ infatti vietato attribuire a un prodotto proprietà curative, che trattano malattie o anche solo farne riferimento ma è possibile invece citare la possibilità di ridurre un fattore di rischio di malattia come la possibilità di ridurre il colesterolo nel sangue.

Vediamo quindi cosa significato le diverse diciture che spesso troviamo sulle confezioni dei prodotti che compriamo.

Calorie

1. “a basso contenuto calorico” – se il prodotto non ha più di 40kCal/100g per gli alimenti “solidi”, mentre 20kCal/100 g per i “liquidi”
2. “a ridotto contenuto calorico” – Se il valore energetico è circa il 30% di altri prodotti simili;
3. “senza calorie” – Se non contiene più di 4 kCal/100 g.

Grassi

1. “a basso contenuto di grassi” – non deve contenere più di 3 g di grassi per 100 g
2. “senza grassi” – Non deve contenere più di 0,5 g di grassi per 100 g o 100 ml
3. ” a basso contenuto di grassi saturi” – Solo se la somma dei grassi non supera 1,5g/100g

Zuccheri

1. “a basso contenuto di zuccheri” – Non deve contenere più di 5g di zuccheri per 100 g di prodotto;
2. “Senza zuccheri” – non deve contenere più dello 0,5 g per 100 g o 100 ml;
3. “senza zuccheri aggiunti” – se non contiene mono o disaccaridi aggiunti.

Sale o sodio

1. “a basso contenuto di sodio/sale” Se il prodotto contiene non più di 0,12 g di sodio per 100 g o 100 ml;
2. “a bassissimo contenuto di sodio/sale” Se il prodotto contiene non più di 0.04 g di sodio per 100 g o 100 ml;
3. “senza sodio o senza sale” – Non deve contenere più di 0,005 g di sodio.

Fibre


1. “Fonte di fibre” – devono essere presenti almeno 3 g di fibre per 100 kcal;
2. “ad alto contenuto di fibre” deve contenere almeno 6 g di fibre per 100 g.

Proteine

1.”fonte di proteine” – se almeno il 12% del valore energetico dell’alimento è dato da proteine;
2. “ad alto contenuto di proteine” – il 20% del valore energetico deve essere composto da proteine.

La dichiarazione nutrizionale

 

La dichiarazione nutrizionale non è altro che la tabella dei valori nutrizionali che sarà facoltativa fino al 13 dicembre 2016 a meno che nell’etichetta non debbano essere presenti dei claims nutrizionali o salutistici.

Quando trovate la tabella controllate che ci siano sempre 7 valori con unità di misura g o ml.

  • energia (in Kjoule e kCal)
  • grassi
  • carboidrati
  • zuccheri
  • proteine
  • sale

A questi spesso vengono aggiunti altre informazioni come quantità di acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi, amido, fibre, sali minerali e/o vitamine seconda la RDA (razione giornaliera raccomandata quantità ottimale di vitamine e sali minerali che dovrebbero essere assunti giornalmente.) o GDA (quantità giornaliere indicative di energia e nutrienti adeguati ad una alimentazione equilibrata).

Ci sono però degli alimenti che acquistate che sono esenti dalla richiesta di dare una lista degli ingredienti e dei valori nutrizionali:

  • prodotti ortofrutticoli/freschi a meno che non sottoposti a trattamenti
  • acque gassate
  • aceto (attenzione che però deve  essere ottenuto da un solo ingredienti)
  • prodotti caseari freschi e sfusi come latte, burro, formaggi (a meno che non vi sia un’aggiunta oltre agli ingredienti essenziali che sono derivati da latte, enzimi, microganismi fermentativi e sale
  • mono ingredienti come lo zucchero.

IL METODO DEL SEMAFORO: UN GIOCO PER COINVOLGERE I NOSTRI BAMBINI

 

nel Regno Unito sono state ideate delle etichette MOLTO efficaci e soprattutto semplici! Come? utilizzando il metodo del semaforo che noi tutti conosciamo!

L’etichetta alimentare è suddivisa ed organizzata secondo i tre diversi colori del semaforo che evidenziano la quantità di grassi, grassi saturi, zucchero e sale per far sì che salti subito all’occhio se la quantità è alta (rosso), media (giallo) o bassa (verde). Gli alimenti con indicatori “verdi” sono i più sani e devono essere scelti rispetto a quelli “rossi”.

 

etichetta alimentare (questa sconosciuta)

LA CARD DELLA SALUTE

 

etichetta alimentare (questa sconosciuta)

 

 

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