Chi sono

La Isy Galla ovvero Isidora Gallarato 2.0 (la rinascita)

 

Quando senti forte il desiderio di rinascita associ molto spesso l’esigenza di un cambiamento di identità. E qual è il primo dato abbinato ad essa se non il nome?

Per me è stato così.

 

Isidora Gallarato non riuscivo più a sentirlo e allora ho ripensato a quando, durante le ore di diritto alle superiori, il professor Marco Valnegri mi chiamava “Galla”. Eh bei tempi e, soprattutto, bell’uomo!, un Bruce Willis al top della forma!

 

Quindi ho deciso e, se non posso cambiarlo sui documenti, almeno lo uso nell’etere. Ops, scusate non mi sono ancora presentata! Piacere sono:

 

LA ISY GALLA  😉  una donna in rinascita!

 

 

 

 

Nasco a Pietra Ligure, in provincia di Savona, 38 anni fa (sigh!), terza di tre figli. Diciamo che fin da subito l’infanzia non è stata delle migliori, con un padre che una volta uscito di casa ha deciso di non esserci.

 

Mia madre ha tentato di colmare le mancanze affettive con antipasto, primo, secondo, contorno. Due fritture non le vogliamo?

Insalatina che sciacqua, dolce, goccino di caffè a pranzo e a cena.

 

Risultato? A 13 anni, se non ricordo male, pesavo circa 84 chili…

 

Mi diplomo in ragioneria, non per volerie mio; all’epoca del diploma avevo un fidanzato milanese e così, insieme, decidiamo di andare a convivere e mi trasferisco da lui a Milano; Età 20 anni (si, lo so una pazza!).

 

Dopo il primo anno come cassiera in un ipermercato, inizio la tiritera dei contratti a termine in varie aziende come addetta al recupero crediti e contabilità clienti. Incredibile il diploma era servito a qualcosa 🙂

 

Dopo 10 anni di convivenza, svariati cambi di aziende e 105 chili di peso, tre mesi prima del matrimonio ci accorgiamo che forse non siamo fatti l’uno per l’altra e ci diamo il ben servito.

 

Non mi perdo d’animo, cambio casa e vado a coabitare con una ragazza; in quell’anno perdo peso facendo un po’ di sport e cambiando abitudini alimentari, inizio a lavorare su di me e a capire che forse sto vivendo la vita che qualcun’altro vuole che io viva.

 

 

Insomma parte la mia rinascita

 

 

Era così forte il bisogno di amore che mi ero convinta che se fossi stata sempre buona, brava, accondiscendente e gentile, tutti quanti mi avrebbero amata.  La paura del giudizio altrui nascondeva “solo” la paura del rifiuto.

 

Ma non si può piacere a tutti e, soprattutto, nessuno al mondo ci amerà quanto noi stessi

 

Sempre quell’anno, mentre sono in ferie da mia madre a Pietra Ligure, conosco su facebook il mio attuale marito.

Daniel

 

Ve la faccio breve; chattiamo qualche giorno, decide di venire a trovarmi a Pietra Ligure per due giorni e quando torno a Milano iniziamo a fare coppia fissa. Ah, piccolo particolare, avevamo scoperto di abitare a 5 minuti di strada l’uno dall’altra.

 

E non è l’unica scoperta che facciamo; infatti 40 giorni dopo ci accorgiamo di aspettare un bambino, Davide, che ora ha 6 anni.

 

In seguito, nel 2012, ci sposiamo e nel 2013 nasce Adelaide. Nel frattempo, però, ho ripreso molto peso e come donna non sono felice. Mi sento anche in colpa perché in molti mi fanno notare che ho una bella famiglia, un lavoro e che non posso, devo lamentarmi.

 

Ma io sto male, piango tutti i giorni nel lasciare i bambini all’asilo nido alle 7:45 della mattina e mi sento un’aliena sul lavoro; io con quel mondo non ci azzecco nulla. Entro in un brutto periodo, dove chiaramente la prima cosa che mi consigliano di fare è di andare in terapia e assumere antidepressivi.

 

Inizio questo percorso ma sento dentro di me che quello di cui ho bisogno è trovare la mia strada, sentirmi realizzata nel lavoro ed economicamente, pur essendo una mamma.

Di lì a poco, tramite un’amica conosco l’azienda con cui ho deciso, nell’ultimo periodo, di voltare pagina a livello professionale: Pm International.

 

 

 

Vi posso solo dire che per la prima volta nella mia carriera lavorativa non mi sento un numero ma una persona, sto bene e aiuto gli altri a star bene. Le persone che frequento sono per me una seconda famiglia e ci si aiuta costantemente; concetto per me sconosciuto fino a poco tempo fa.

 

 

 

Nel frattempo in questo ultimo anno ho intrapreso un percorso di crescita personale; ho scoperto quali sono le mie credenze e valori depotenzianti e ho lavorato per capire veramente chi sono e che cosa voglio e quindi ho riscritto la mia scala di valori.

Ho iniziato a staccarmi dal passato e ad evolvermi rispetto alla bambina sofferente per i comportamenti dei miei genitori.

 

 

Lavorare sulla mia rinascita ha richiesto, richiede, tutti i giorni grande lavoro; alle volte anche dolore e sofferenza, ma è una delle cose al mondo che di più mi sta aiutando.

Una frase mi ha colpita all’inizio di questo percorso e oggi, come un anno fa, la ritrovo anche in altre circostanze.

IL MAESTRO APPARE QUANDO L’ALLIEVO E’ PRONTO

 

Ho preso una decisione a 37 anni e cioè che voglio essere felice, fiera di me, un esempio per i miei figli e per chi vorrà seguirmi sul lavoro.

Mi auguro che chi, tra di voi, si stia ritrovando nelle mie parole, decida di iniziare un percorso come il mio; per migliorarsi, per alzare i propri standard e raggiungere sempre nuovi obbiettivi.

E FARE LA DIFFERENZA DI VALORE NEL MONDO!